“Restiamo infine
ad ascoltare le onde,
l’ultimo fruscio del cosmo.”
Foto di Dino Ignani
Antonio Sanges (Tricarico, 1991) è poeta, saggista e studioso di letteratura e filosofia contemporanea. Ha studiato a La Sapienza, Paris 8 e University College London.
Ha pubblicato tre raccolte poetiche, tra cui Distensione del destino (Ensemble, 2025), e il saggio Les jeux sont faits (Carla Rossi Academy Press, 2023), dedicato a Beckett e alla “cultura della superficie”. Vive a Roma.
News
Giornata Mondiale della Poesia, sabato 21 marzo, a cura di Marco Colletti e di Valentina di Stefano
Biblioteca Alessandrina, Università La Sapienza, Roma
Presentazione de L’ombra gemella (Elliot 2025), di Silvio Raffo, giovedì 26 marzo, h. 18.
Libreria Borri Books, Stazione Termini, Roma
Distensione del destino (Ensemble 2025)
Rebecca Sisti legge “La sfioritura” da Distensione del destino
Dicono di Distensione del destino
In questo scorrere di un tempo altro si scorge un possibile rifugio, quello che l’unica certezza resta ancora l’ascolto.
Iolanda La Carrubba, Neobar
È una poesia che conserva per poter tramandare, che custodisce per poter distendere, e che affida alla parola pur sempre il compito di testimoniare, anche quando la parola appare logora, anche quando il canto sembra disutile, superfluo, decorativo.
Giorgio Linguaglossa, L’ombra delle parole
L’elemento di interesse della sua poesia sta nel modo in cui convoglia questa sensibilità convulsa, questa irreconciliabilità con l’attuale in una scrittura classicheggiante.
Giorgio Galli, Il Detonatore
È la mitologia negativa di Sanges, in cui si introduce già il manicheismo zoroastrista. Dèi lontani e indifferenti: Dio è morto prosciugato dalla sua stessa compassione, in cui ritorna implicito il sema delle lacrime, come se Dio si fosse liquefatto e con lui tutti gli umani che hanno indugiato in questo sentimento.
Marco Colletti, Suiteitaliana
Distensione del destino è in definitiva un grande sguardo sull'umanità e sul suo futuro e sul senso del permanere. L'ultimo componimento, che dà il titolo al libro, sintetizza in conclusione la posizione intellettuale e umana di Sanges. Una visione nella quale la distanza tra gli individui appare poter essere ricomposta, ridotta in una istanza esistenziale nella quale il tempo si ferma, rallenta almeno, e un apparente "senza fine" finalmente ci dà la possibilità di afferrare a fondo il midollo della vita, come diceva Thoreau.
Marco Tabellione, Poetrydream
Poesia di teologia negativa, di “barlumi” montaliani, di “parole celate” che, se si palesano, è solo per confondere ulteriormente. L’esplorazione è cauta, le soste su baratri e abissi non concedono ristoro.
Silvio Raffo, prefazione
La poesia coglie un’originaria unità fra i marosi, quelle fratture di onde e bufera che rompono la superficie marina. Allora tutto, nascostamente, rivela una rotta ai naviganti di questo libro poetico.
Marino Alberto Balducci, Diacritica
Una poesia destinale che in limine sembra abbracciare un obliquo ‘amor fati’, secondo traluce nei versi del brano eponimo terminale che pare scritto da un post-Don Chisciotte: «… Grande è il cammino degli uomini. / Grande è il futuro che hanno davanti. // …
Marco Palladini, L’Age d’Or
In questo contesto, tra antico e moderno, la scelta del Sud come prolungamento della civiltà greca antica sembra la scelta più naturale. È una presa di coscienza e una scelta di campo sia umana che poetica.
Antonio Chessa, Lettere migranti